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Bosch traccia la rotta per il futuro nel difficile esercizio finanziario 2025

  • Andamento del business nel 2025: fatturato stabile a 91 miliardi di euro - margine operativo EBIT inferiore alle aspettative, pari a circa il 2%.
  • Competitività: ridurre il divario dei costi e rafforzare la capacità di investimento.
  • Strategia 2030: innovazioni e acquisizioni creano nuove opportunità di business.
  • Mobilità basata sul software: ordini per un valore di 10 miliardi di euro.
  • Europa sede del business: lo scetticismo tecnologico mette a rischio la prosperità.
  • Stefan Hartung: «La nostra strategia di lungo periodo ci consentirà di affrontare le attuali sfide economiche e di cogliere nuove opportunità».
  •  Markus Forschner: «Il miglioramento della struttura dei costi e della competitività di Bosch getterà le basi per il nostro successo futuro».
Gabriele Aimone Cat

Gabriele Aimone Cat

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Stoccarda – Per Bosch, fornitore globale di tecnologie e servizi, il 2025 è stato un esercizio finanziario estremamente impegnativo. Secondo i dati preliminari1, il fatturato si è attestato leggermente al di sopra del livello dell’anno precedente, raggiungendo i 91 miliardi di euro (2024: 90,3 miliardi di euro). Al netto degli effetti dei tassi di cambio, i ricavi sono cresciuti del 4,2%. Il margine EBIT delle attività operative, pari a circa il 2%, è stato al di sotto delle aspettative (2024: 3,5%). «La realtà economica si riflette chiaramente nei nostri risultati: il 2025 è stato per Bosch un anno difficile e, in alcuni momenti, particolarmente impegnativo», ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch, commentando i dati preliminari di bilancio presentati dal Gruppo. «In un contesto sfavorevole, continuiamo a portare avanti in modo sistematico la nostra strategia di crescita, che richiede anche un rafforzamento della nostra competitività. Ora stiamo definendo con chiarezza la rotta per il futuro». Secondo Hartung, Bosch continuerà a fare leva sulla propria presenza globale, su un marchio forte e su un solido know-how tecnologico. Dato l’attuale contesto, l’azienda prevede che inizierà a raggiungere il margine del 7% non prima del 2027, anziché nel 2026.

Le principali ragioni della crescita contenuta nell’ultimo esercizio finanziario sono riconducibili alla debole situazione economica e a condizioni di mercato sempre più complesse. Il risultato è stato penalizzato dalla riduzione dei margini dovuta a minori volumi di vendita, nonché dall’aumento dei dazi e da consistenti accantonamenti destinati ai necessari adeguamenti strutturali e alle correlate misure sul personale. L’obiettivo di questo processo di riorganizzazione è garantire che l’azienda rimanga solida dal punto di vista economico, finanziariamente indipendente e sicura nel lungo periodo. Per raggiungere tale obiettivo, Bosch deve continuare a conseguire una crescita annua del fatturato compresa tra il 6 e l’8%, con un margine di almeno il 7%. Alla luce dell’attuale contesto, l’azienda ritiene ora che il raggiungimento di tale margine non avverrà nel 2026, ma solo a partire dal 2027.

Competitività: ridurre il divario dei costi e rafforzare la capacità di investimento

Nel corso dell’ultimo anno, Bosch ha continuato a perseguire in modo sistematico la propria Strategia 2030 di lungo periodo. Oltre al raggiungimento dell’obiettivo di margine, la strategia prevede che l’azienda si collochi tra i primi tre fornitori nei propri mercati chiave in tutte le regioni del mondo. Ciò richiede, in particolare, livelli di costo competitivi e capacità produttive adeguate alla domanda. «Stiamo lavorando intensamente sui costi dei materiali, utilizziamo l’intelligenza artificiale in misura ancora maggiore per aumentare la produttività e valutiamo ogni investimento con ancora più attenzione rispetto al passato», ha dichiarato Hartung. «Tuttavia, per garantire nel lungo periodo la nostra competitività e la nostra capacità di investimento, è necessario fare molto di più per ridurre i costi del personale e snellire l’organizzazione». In particolare, la trasformazione strutturale verso l’elettromobilità e l’elevatissima pressione sui prezzi e sulla concorrenza nell’industria automobilistica globale stanno generando, nel solo settore di business Mobility, un divario annuo di costi pari a circa 2,5 miliardi di euro a livello mondiale, rispetto all’obiettivo di margine del settore. Di conseguenza, lo scorso anno Bosch ha annunciato la necessità di ridurre ulteriormente l’organico di circa 13.000 collaboratori. Hartung ha sottolineato che il Consiglio di Amministrazione è pienamente consapevole delle implicazioni di tali decisioni e prende seriamente in considerazione le preoccupazioni dei collaboratori. «Tuttavia, anche un’azienda di proprietà di una fondazione deve vigilare sulla propria sostenibilità e non può ignorare le realtà economiche», ha affermato. Bosch intende attuare queste misure necessarie in stretto dialogo con le rappresentanze dei lavoratori e nel modo socialmente più responsabile possibile.

Strategia 2030: innovazioni e acquisizioni creano nuove opportunità di business

Nonostante il contesto sfavorevole, Bosch individua significative opportunità di rilancio in numerosi segmenti di mercato. «Riteniamo che la dinamica di mercato nel settore chiave della mobilità guidata dal software sarà inizialmente contenuta, per poi accelerare in modo significativo, soprattutto nel prossimo decennio», ha spiegato Hartung. Il software Vehicle Motion Management per il controllo centrale di freni, sterzo, propulsione e telaio è già accolto molto positivamente dal mercato, come spiegato da Hartung. Lo scorso anno il fornitore di tecnologie e servizi è riuscito ad aggiudicarsi ordini per soluzioni di guida autonoma, per la relativa tecnologia dei sensori e per computer centrali per un valore di 10 miliardi di euro, confermando così la propria competitività a livello globale. La progressiva integrazione delle attività recentemente acquisite nel business delle soluzioni HVAC garantisce prospettive di crescita solide: Bosch Home Comfort punta a quasi raddoppiare nel medio termine il proprio fatturato, portandolo a 8 miliardi di euro, ed è oggi uno dei maggiori fornitori a livello mondiale nel mercato del riscaldamento, della ventilazione e della climatizzazione per edifici residenziali e commerciali leggeri.

La divisione Power Tools ha accelerato i processi di sviluppo dei prodotti, riducendo in media di due mesi il time to market. Power Tools prevede di lanciare circa 2.000 nuovi prodotti entro il 2027. Bosch sta inoltre ampliando in modo sistematico l’impiego dell’intelligenza artificiale in tutte le divisioni. In occasione della recente fiera statunitense dell’elettronica CES, l’azienda ha presentato un computer ad alte prestazioni abilitato all’AI, pensato per rendere realtà l’abitacolo dell’auto controllato dall’intelligenza artificiale. Entro la fine del 2027, Bosch prevede di investire complessivamente 2,5 miliardi di euro nell’AI, già oggi ampiamente utilizzata in tutta l’azienda.

L’Europa sede del business: lo scetticismo tecnologico mette a rischio la prosperità

Per quanto riguarda la competitività regionale, Bosch ritiene che l’Europa disponga di un potenziale straordinario, a condizione che decisori politici e società riescano a superare l’attuale scetticismo nei confronti del progresso tecnologico. Hartung ha espresso preoccupazione in merito ai più recenti risultati del Bosch Tech Compass, l’indagine che analizza l’atteggiamento delle persone nei principali Paesi industrializzati nei confronti delle nuove tecnologie. Secondo il sondaggio, meno di due terzi dei cittadini tedeschi ritengono che il progresso tecnologico abbia un impatto positivo, mentre in Francia la percentuale è ancora più bassa. «Si tratta di un segnale decisamente allarmante», ha dichiarato Hartung. «L’unico modo in cui un Paese e una società possono rimanere competitivi a livello globale è disporre almeno di una sufficiente volontà di progredire dal punto di vista tecnologico». Per raggiungere questo obiettivo, imprese, società civile e decisori politici devono confrontarsi attivamente con nuovi ambiti tecnologici come l’idrogeno e l’intelligenza artificiale, dimostrando maggiore coraggio e determinazione. In qualità di una delle aziende più innovative al mondo, Bosch intende assumere un ruolo di primo piano in questo percorso. Il Gruppo è infatti tra i principali depositari di brevetti in Europa, con oltre 2.000 domande di brevetto presentate dal 2018 nel solo ambito dell’intelligenza artificiale. Per quanto riguarda le politiche protezionistiche, Hartung individua la necessità di un intervento a livello europeo e invita i legislatori a introdurre regole mirate sui contenuti locali. Tali misure potrebbero contribuire a rendere nuovamente più equa una concorrenza che oggi risulta chiaramente distorta.

Andamento del business nel 2025: il rallentamento dei mercati globali impatta sul fatturato dei settori

La difficile situazione in diversi mercati di riferimento di Bosch ha influenzato lo sviluppo del fatturato nei vari settori di business. «Anche Bosch ha chiaramente avvertito gli effetti della debole economia globale del 2025», ha dichiarato Markus Forschner, membro del Consiglio di Amministrazione e Chief Financial Officer di Bosch. «Eppure, nonostante le considerevoli incertezze e le barriere commerciali, siamo riusciti a mantenere la nostra posizione nella maggior parte dei mercati». Nel settore Mobility, il fatturato ha raggiunto i 56 miliardi di euro, registrando un leggero incremento dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Al netto degli effetti valutari, la crescita è stata del 3,1%. Il settore Industrial Technology ha generato un fatturato di 6,5 miliardi di euro; un aumento marginale dello 0,9% ha consentito di mantenere il livello dell’anno precedente, nonostante la situazione difficile nei settori della meccanica e delle costruzioni. Al netto degli effetti dei tassi di cambio, la crescita è stata del 3,2%. Nel settore Consumer Goods, il fatturato è sceso dell’1,9%, attestandosi a 19,9 miliardi di euro. Al netto degli effetti dei tassi di cambio, tuttavia, si registra un aumento del 4%. Il principale fattore di questa dinamica è stata la persistente cautela dei consumatori nella spesa. Il settore Energy and Building Technology ha generato un fatturato di 8,4 miliardi di euro. Nonostante un’attività edilizia contenuta, il fatturato è aumentato del 12,3% su base annua, o del 15,3% al netto degli effetti dei tassi di cambio. L’acquisizione del business HVAC ha più che compensato la cessione della linea prodotti della divisione Building Technologies.

Andamento del business nel 2025: significativi effetti dei cambi sulle vendite regionali

Le condizioni difficili si sono riflesse anche nello sviluppo del fatturato per area geografica. «La situazione è rimasta tesa in tutte le nostre regioni globali», ha dichiarato Forschner. «Il nostro business è stato nuovamente più debole in Europa, mentre Americhe e Asia Pacifico hanno mostrato segnali più incoraggianti». In Europa, il fatturato è leggermente sceso a 44,2 miliardi di euro, pari a una diminuzione nominale dello 0,6%. Al netto degli effetti dei tassi di cambio, si registra invece un incremento dell’1,5%. Nelle Americhe, il fatturato è aumentato del 3,6%, raggiungendo 18,5 miliardi di euro. Al netto degli effetti dei cambi, la crescita è stata del 9,2%. In Asia Pacifico, il fatturato ha raggiunto i 28,3 miliardi di euro, con un aumento nominale dell’1,2% e del 5,6% al netto degli effetti dei tassi di cambio.

Organico nel 2025: calo dell’1%

Al 31 dicembre 2025 il Gruppo Bosch contava in tutto il mondo circa 412.400 collaboratori, ovvero circa 5.400 persone in meno rispetto all’anno precedente, pari a una diminuzione dell’1%. Se da un lato l’acquisizione nel settore Home Comfort ha comportato l’inserimento di nuovi collaboratori, dall’altro le necessarie riduzioni di personale e la cessione della divisione Building Technologies hanno ridotto complessivamente l’organico. La flessione più significativa si è registrata in Germania, dove l’organico è diminuito di circa 6.500 unità (poco meno del 5%), attestandosi a oltre 123.100 collaboratori.

Prospettive per il 2026: la pressione competitiva e sui prezzi continua a crescere

Bosch non prevede un miglioramento della situazione nell’esercizio in corso. L’azienda stima attualmente che l’economia globale crescerà del 2,3% nel 2026. «Ci sono molti segnali che indicano un lieve rallentamento della crescita economica mondiale», ha spiegato Forschner. «La pressione competitiva e sui prezzi tenderà probabilmente ad aumentare ulteriormente e gli effetti dei maggiori dazi si faranno sentire pienamente per la prima volta». Bosch prevede di ottenere progressi significativi grazie alle misure introdotte per l’attuazione della Strategia 2030. «Cominceremo a vedere effetti positivi sul margine una volta migliorata la nostra situazione in termini di costi e competitività», ha dichiarato Forschner. «Tuttavia, alla luce del contesto economico debole e sfavorevole, il margine del 7% sarà raggiunto al più presto nel 2027». Forschner ha sottolineato che il lavoro su costi e strutture è assolutamente essenziale per mantenere la posizione di Bosch nella competizione globale e per continuare a finanziare investimenti rilevanti nelle aree strategiche per il futuro. In questo modo, Bosch pone una solida base per lo sviluppo futuro dell’azienda.

Bosch Key Data Sheet

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Tel. 02 3696 2613 – 2698 – 2330

press@it.bosch.com

Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi. Secondo i dati preliminari, grazie ai circa 412.000 collaboratori (al 31 dicembre 2025) nel mondo, impiegati nei quattro settori di business Mobility, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology, il Gruppo Bosch ha registrato un fatturato di 91 miliardi di euro nel 2025. Con le sue attività di business, Bosch utilizza la tecnologia per contribuire a dare forma a trend globali, come l’automazione, l’elettrificazione, la digitalizzazione, la connettività e la sostenibilità. Bosch utilizza la propria competenza nella tecnologia dei sensori, dei software e dei servizi per offrire ai clienti soluzioni connesse, cross-domain da un'unica fonte. Inoltre, applica la sua esperienza nella connettività e nell'intelligenza artificiale per sviluppare e produrre prodotti sostenibili e di facile utilizzo. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita", Bosch vuole contribuire a migliorare la qualità della vita e preservare le risorse naturali. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 490 tra consociate e filiali in oltre 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete ingegneristica, di produzione e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, in circa 136 sedi in tutto il mondo, sono 82.000 i collaboratori Bosch impegnati in ricerca e sviluppo.

L'azienda è stata fondata a Stoccarda nel 1886 da Robert Bosch (1861-1942) come "Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica". La struttura societaria della Robert Bosch GmbH assicura l'indipendenza imprenditoriale del Gruppo Bosch, permettendo all'azienda di perseguire strategie a lungo termine e di far fronte a nuovi investimenti che possano garantire il suo futuro. La Fondazione di pubblica utilità Robert Bosch Stiftung GmbH detiene il 94% delle partecipazioni della Robert Bosch GmbH. Le partecipazioni restanti sono detenute da una società di proprietà della famiglia Bosch e da Robert Bosch GmbH. La maggioranza dei diritti di voto appartiene alla società fiduciaria Robert Bosch Industrietreuhand KG che gestisce le funzioni imprenditoriali dell'azienda.

Maggiori informazioni su www.bosch.com, www.iot.bosch.com, www.bosch-press.it

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