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Bosch Tech Compass: il 70% degli intervistati vede l’AI come la tecnologia più influente

  • La maggioranza degli intervistati vuole poter premere “pausa” sullo sviluppo tecnologico.
  • Gli intervistati affermano che l’AI è la tecnologia con il maggiore impatto sia positivo sia negativo.
  • La preparazione all’era dell’AI è più bassa in Germania, con una percentuale del 40%.
  • Stefan Hartung: “In Germania dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società.”
  • Tanja Rueckert: “Stiamo assistendo a un numero in rapida crescita di innovative soluzioni AI in tutto il mondo.”
Gabriele Aimone Cat

Gabriele Aimone Cat

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Stoccarda, Germania – Il mondo è pronto per l’era dell’intelligenza artificiale (AI). È quanto emerge dalle risposte delle oltre 11.000 persone intervistate in tutto il mondo per il Bosch Tech Compass di quest’anno. Mai prima d’ora i partecipanti avevano avuto una percezione così positiva dell’AI come nell’indagine di quest’anno: la maggioranza ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente nei prossimi anni e, tra tutte le tecnologie, avrà l’impatto positivo maggiore sulla società. Più della metà degli intervistati a livello globale si sente pronta per i cambiamenti introdotti dall’AI. Tuttavia, emergono anche segnali di una certa “stanchezza da progresso”: il 57% vorrebbe avere un pulsante di pausa e rallentare lo sviluppo tecnologico per poter comprendere meglio i suoi effetti.

I tedeschi hanno le aspettative più alte sull’AI

In Germania, le aspettative legate all’AI sono particolarmente alte: il 77% ritiene che l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni. Tuttavia, come negli anni precedenti, lo scetticismo nei confronti del progresso tecnologico rimane relativamente alto tra gli intervistati tedeschi. Solo il 59% crede che la tecnologia possa rendere il mondo un posto migliore; solo la Francia mostra maggiore scetticismo (53%). Nel frattempo, a livello globale il 71% degli intervistati si dichiara ottimista riguardo alla tecnologia. In Germania, attualmente, solo il 40% si sente pronto per l’era dell’AI – la percentuale più bassa tra tutti i Paesi, stabile rispetto all’anno scorso.

Da dove nasce questo scetticismo tecnologico in Germania? Due ulteriori risultati potrebbero fornire una spiegazione: solo il 30% degli intervistati ritiene che il sistema educativo incoraggi lo sviluppo del pensiero innovativo, e solo il 23% pensa che le normative del Paese promuovano efficacemente l’innovazione, posizionando la Germania agli ultimi posti della classifica in entrambi i casi.

“I risultati del Bosch Tech Compass indicano che in Germania dobbiamo aumentare l’accettazione delle innovazioni da parte della società”, ha dichiarato Stefan Hartung, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Bosch.

“Tuttavia, per trasferire le innovazioni dai laboratori di ricerca alla strada, è necessario che anche il quadro politico a sostegno dell’innovazione sia adeguato. Ciò include misure come agevolazioni fiscali per gli investimenti in tecnologie innovative, maggiore agilità e meno burocrazia. Nel complesso, mi piacerebbe che, come società, avessimo più coraggio di correre rischi. E se qualcosa non dovesse funzionare, non dovremmo considerarlo un fallimento, ma come parte del processo di apprendimento.”

Tanja Rueckert, membro del Consiglio di Amministrazione e CDO di Bosch, ha affermato: “Stiamo assistendo a un numero in rapida crescita di innovative soluzioni AI in tutto il mondo, che fino a pochi anni fa non avremmo nemmeno potuto immaginare. Non sorprende quindi che, in soli tre anni, la percentuale di persone in tutto il mondo che considera l’AI la tecnologia più influente per il nostro futuro sia passata dal 41% al 70%”.

Il 59% degli intervistati incoraggerebbe il proprio figlio a lanciare una startup

Un atteggiamento positivo verso l’innovazione e verso il rischio è anche indice di una questione culturale: il 59% degli intervistati a livello globale incoraggerebbe il proprio figlio a saltare l’università e a fondare una startup se avesse un’idea rivoluzionaria, mentre solo il 52% degli intervistati tedeschi condivide questo coraggio di correre rischi. Tuttavia, è proprio grazie a questo coraggio che si creano le soluzioni di domani. Per quanto riguarda gli ambiti in cui dovrebbe concentrarsi l’innovazione tecnologica, le risposte principali a livello mondiale sono state: cambiamento climatico (37%), accesso alle cure sanitarie (31%) e sicurezza informatica (28%).

L’AI ha l’impatto positivo e negativo maggiore

Non solo l’AI sarà la tecnologia più influente dei prossimi dieci anni, ma avrà anche il maggiore impatto positivo sulla società: è quanto afferma il 43% degli intervistati a livello globale. Seguono a distanza netta la biotecnologia e l’ingegneria climatica, con il 36% e il 32% degli intervistati che ritengono avranno un impatto particolarmente positivo. Gli intervistati ne riconoscono però anche il lato negativo: il 34% classifica l’AI come la tecnologia con i maggiori effetti negativi sulla società. Subito dopo si collocano i robot umanoidi e i veicoli a guida autonoma.

“Per noi di Bosch, questa è una missione chiara: l’innovazione deve andare di pari passo con la responsabilità. Per questo è particolarmente importante introdurre regole per un’AI affidabile a livello mondiale. Allo stesso tempo, bisogna evitare che lo sviluppo e l’utilizzo dell’AI vengano soffocati da una regolamentazione eccessiva”, ha spiegato Rueckert.

Informazioni sullo studio:

Per il Bosch Tech Compass, la Gesellschaft für Innovative Marktforschung mbH (GIM) ha intervistato nell’autunno 2025 oltre 11.000 persone di età superiore ai 18 anni in sette Paesi. In Germania, Francia e Regno Unito hanno partecipato 1.000 persone per ciascun Paese; in Brasile, Cina, India e Stati Uniti, 2.000 persone per Paese. Bosch non è mai stata indicata come cliente durante lo svolgimento dell’indagine.

Tags: Tecnologia

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Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi. Grazie ai circa 418.000 collaboratori (al 31 dicembre 2024) nel mondo, impiegati nei quattro settori di business Mobility, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology, il Gruppo Bosch ha registrato un fatturato di 90,3 miliardi di euro nel 2024. Con le sue attività di business, Bosch utilizza la tecnologia per contribuire a dare forma a trend globali, come l’automazione, l’elettrificazione, la digitalizzazione, la connettività e la sostenibilità. Bosch utilizza la propria competenza nella tecnologia dei sensori, dei software e dei servizi per offrire ai clienti soluzioni connesse, cross-domain da un'unica fonte. Inoltre, applica la sua esperienza nella connettività e nell'intelligenza artificiale per sviluppare e produrre prodotti sostenibili e di facile utilizzo. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita", Bosch vuole contribuire a migliorare la qualità della vita e preservare le risorse naturali. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 490 tra consociate e filiali in oltre 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete ingegneristica, di produzione e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, in circa 136 sedi in tutto il mondo, sono 87.000 i collaboratori Bosch impegnati in ricerca e sviluppo.

L'azienda è stata fondata a Stoccarda nel 1886 da Robert Bosch (1861-1942) come "Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica". La struttura societaria della Robert Bosch GmbH assicura l'indipendenza imprenditoriale del Gruppo Bosch, permettendo all'azienda di perseguire strategie a lungo termine e di far fronte a nuovi investimenti che possano garantire il suo futuro. La Fondazione di pubblica utilità Robert Bosch Stiftung GmbH detiene il 94% delle partecipazioni della Robert Bosch GmbH. Le partecipazioni restanti sono detenute da una società di proprietà della famiglia Bosch e da Robert Bosch GmbH. La maggioranza dei diritti di voto appartiene alla società fiduciaria Robert Bosch Industrietreuhand KG che gestisce le funzioni imprenditoriali dell'azienda.

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