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"Carbon-neutrality" raggiunta – Performance 2020 migliore rispetto alle previsioni

  • Fatturato: 71,6 miliardi di euro / EBIT: 1,9 miliardi di euro
  • Il CEO di Bosch Volkmar Denner: "La sostenibilità e l'AIoT sono la chiave del nostro business futuro"
  • Il CFO di Bosch Stefan Asenkerschbaumer: "Il nostro vigoroso impegno nel contenere i costi e aumentare la competitività forma una solida base finanziaria per ampliare nuove aree promettenti"
  • Mobilità sostenibile: nel 2020, l'azienda si è aggiudicata ordini per 7,5 miliardi di euro con l'elettrificazione delle automobili
  • La crescita del mercato dell'AIoT: già venduti 10 milioni di elettroutensili, elettrodomestici e sistemi di riscaldamento con funzioni di connettività / oltre il 90% di tutti i prodotti elettronici Bosch prevede già la connettività
  • Emissioni zero per tutte le sedi Bosch dalla primavera del 2020; sono in corso audit indipendenti
Gabriele Aimone Cat

Gabriele Aimone Cat >

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Stoccarda, Germania – Nell'esercizio 2020, il Gruppo Bosch ha conseguito risultati positivi nonostante gli effetti della crisi del coronavirus e il calo della produzione automotive. Il fornitore di tecnologia e servizi ha realizzato indicatori migliori rispetto a quanto inizialmente previsto. Secondo i dati preliminari, il risultato ante oneri finanziari e imposte è stato di circa 1,9 miliardi di euro, portando il margine EBIT a circa il 2,5%. Al netto delle spese di ristrutturazione, l'EBIT stimato è di circa 3,3 miliardi di euro, pari a circa il 4,5%. Il fatturato totale del Gruppo Bosch si è attestato a 71,6 miliardi di euro, pari a un calo rispetto all'anno precedente del 4,4% al netto degli effetti valutari. "Nonostante la pandemia, siamo riusciti a ottenere un risultato molto positivo. Per questo dobbiamo ringraziare soprattutto i nostri collaboratori per il loro straordinario impegno" ha affermato Volkmar Denner, CEO di Bosch, presentando i dati economici preliminari. Inoltre, ha aggiunto che la diversificazione e l’impronta globale dell'azienda hanno dimostrato la loro importanza, giocando un ruolo fondamentale soprattutto in situazioni critiche. "Investendo nelle aree di importanza futura, quali mobilità sostenibile, Internet delle cose e intelligenza artificiale, stiamo espandendo ulteriormente la nostra leadership nell'innovazione". In particolare, Bosch ritiene che l'AIoT, ovvero la combinazione tra intelligenza artificiale e l'Internet delle cose, creerà opportunità di crescita in mercati che valgono miliardi. "Vogliamo diventare leader nell'AIoT" ha dichiarato Denner. "Grazie all'ampia conoscenza specializzata e al know-how in hardware e software siamo un passo avanti rispetto alla concorrenza".

Azione decisiva – l'elevato flusso di cassa disponibile assicura il margine finanziario

Dopo l’arresto sulla scia del lockdown di primavera che ha colpito molti Paesi e settori, il fatturato di Bosch ha registrato una ripresa sostanziale nella seconda metà del 2020. "Siamo molto soddisfatti di come l'attività si è sviluppata in generale nel 2020 nonostante la crisi" ha affermato Stefan Asenkerschbaumer, CFO e Vicepresidente del Board di Bosch. "Abbiamo agito rapidamente per allineare i costi e gli investimenti al calo del fatturato, senza però trascurare nuove promettenti aree di business". Bosch ha generato un flusso di cassa disponibile di circa 5 miliardi di euro, la cifra più alta della storia dell'azienda, assicurandosi un margine finanziario sufficiente durante la crisi.

Crescita sostenibile – con la neutralità climatica e l'elettromobilità

Nonostante la crisi, Bosch continua a focalizzare la sua strategia sulle aree di importanza futura, ponendo l'enfasi sul quelle legate alla sostenibilità. L'azienda ha toccato una traguardo importante nella primavera del 2020 quando, nonostante la pandemia, ha raggiunto la neutralità climatica nelle sue 400 sedi di tutto il mondo. "Abbiamo mantenuto la parola. Secondo i nostri calcoli, nella primavera del 2020 Bosch è diventata la prima impresa industriale operante a livello mondiale a raggiungere la neutralità climatica: in anticipo, con meno scostamenti e in modo più economico rispetto alla previsione" ha dichiarato Denner, spiegando che è attualmente in corso un audit indipendente. Inoltre, ha riaffermato il prossimo obiettivo di Bosch: una riduzione del 15% delle emissioni di CO2 lungo la propria supply chain entro il 2030.

Bosch sta trasferendo la propria esperienza nel raggiungere la neutralità climatica ad altre aziende attraverso Bosch Climate Solutions, i cui clienti comprendono Freudenberg, Hansgrohe e Koehler Paper Group. "Il nostro nuovo servizio di consulenza sta spianando la strada per permettere alle aziende di raggiungere la neutralità climatica, aprendosi allo stesso tempo anche a nuove aree di crescita" ha sottolineato Denner. Un altro filone strategico è quello relativo allo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche per la mobilitò del futuro. Denner ha spiegato che per realizzare la mobilità sostenibile l'azienda ha già investito 5 miliardi di euro nei sistemi di trazione. Quest’anno Bosch investirà 700 milioni di euro per sviluppare soluzioni di elettromobilità, fuel cell comprese, pari a un aumento di quasi il 40% rispetto all'anno precedente. "Nel prossimo futuro, l'elettromobilità diventerà uno dei core business di Bosch. Il nostro obiettivo è diventare leader di questo mercato per i veicoli a batteria e a celle a combustibile" ha affermato Denner. "Disponiamo già di un portafoglio di e-mobility più ampio di qualsiasi altra azienda, che va dalle e-bike ai camion”. Gli ingenti investimenti iniziali fatti da Bosch in questo ambito stanno dando i loro frutti: l'attività di elettrificazione dei sistemi di propulsione sta registrando una crescita a velocità doppia rispetto al mercato e vale già diversi miliardi di euro, ha spiegato Denner. Dal 2018, Bosch ha acquisito 90 progetti in questo campo, di cui 30 soltanto lo scorso anno per un valore di 7,5 miliardi di euro. Attualmente, più di 2,5 milioni di veicoli in tutto il mondo sono dotati di componenti Bosch legati all’elettrificazione.

I cambiamenti strutturali richiedono una transizione fluida

Secondo Denner, i cambiamenti strutturali nel settore e l'imminente introduzione dello standard Euro7 mettono il settore automotive in una complessa fase di transizione. "L'elettromobilità sta arrivando e Bosch promuove attivamente questo cambiamento da anni” - ha dichiarato Denner - “Ma gli investimenti iniziali per finanziarla devono essere ricavati dalle nostre attività esistenti”. Poi, ha aggiunto che per tenere a bordo il maggior numero possibile di collaboratori durante questa trasformazione, per Bosch e le altre aziende è essenziale che la transizione sia programmata. "Le auto elettriche sono a emissioni zero se sono alimentate da elettricità rinnovabile, e lo stesso vale per le auto a benzina e diesel – a condizione che utilizzino carburanti sintetici ". Già oggi, i moderni motori diesel e benzina non hanno più un impatto significativo sulla qualità dell'aria urbana. "Solo perché qualcosa è socialmente ed economicamente giusto, non deve per forza essere ecologicamente sbagliato", ha continuato Denner. "Dobbiamo mantenere un equilibrio tra le considerazioni economiche, ecologiche e sociali". L'obiettivo deve essere aiutare la transizione dell’industria automobilistica verso una mobilità verde e compatibile con il clima, salvaguardando allo stesso tempo i posti di lavoro, ha spiegato.

L'AIoT come opportunità di crescita: i prodotti connessi diventano intelligenti

Combinando l'intelligenza artificiale con l'Internet delle cose, Bosch intende ritagliarsi una posizione in un mercato che vale miliardi. Con le innovative soluzioni AIoT, l'azienda creerà ulteriori vantaggi per i propri clienti, tagliando i costi dell'energia e aumentando il comfort e la sicurezza. La connettività genera informazioni sull’utilizzo dei prodotti Bosch. Bosch intende sfruttare questa possibilità per migliorare le informazioni tramite aggiornamenti del software o per creare una base per nuove funzioni e nuovi servizi. Negli ultimi anni, Bosch ha realizzato i prerequisiti tecnici: una suite IoT collega dispositivi, sensori e gateway, mentre un'infrastruttura cloud elabora i dati. Inoltre, una piattaforma IA permette un rapida scalabilità di applicazioni di intelligenza artificiale.

"Il passo successivo consiste nel convertire la competenza tecnica in business" ha dichiarato Denner. Bosch ha già venduto circa dieci milioni di elettroutensili, elettrodomestici e sistemi di riscaldamento con funzioni di connettività. Il numero di utenti attivi è in crescita. Per sfruttare il proprio know-how nel campo dell'intelligenza artificiale, a inizio 2017 l'azienda ha fondato il Bosch Center for Artificial Intelligence (BCAI), che sta già dando i suoi frutti. L'investimento si è ripagato in appena tre anni dopo la nascita: il contributo del BCAI all'utile è ora di circa 300 milioni di euro. Attualmente, presso il BCAI lavorano circa 270 specialisti di IA, impegnati su oltre 180 progetti nel campo della mobilità, della produzione, della domotica e dell’agricoltura.

Anche la nuova divisione Cross-Domain Computing Solutions, con i suoi circa 17.000 collaboratori, rivestirà un ruolo importante nel percorso che Bosch sta seguendo per diventare una società AIoT. "La nuova divisione unisce gli sviluppi dell'hardware e del software per creare nuove architetture dell'elettronica per autoveicoli" ha dichiarato Denner. "È il nostro portale d'accesso a un mercato emergente guidato da livelli di intelligenza più elevati nelle auto". Soltanto nella seconda metà del 2020, Bosch si è aggiudicata ordini per i computer di bordo per un valore di circa 2,5 miliardi di euro. Per quest'anno sono previsti altri ordini del valore di miliardi.

Bosch sta sviluppando applicazioni AIoT in tutti i suoi settori di business. Un esempio è Aviotec, un sistema di rivelamento incendi basato su video che utilizza l'intelligenza artificiale per rivelare il fumo e le fiamme anche con gli infrarossi come unica fonte di luce. Un altro è una piattaforma applicativa per ispezionare visivamente i pezzi in lavorazione, che utilizza l'IA per aiutare a rilevare anche i più piccoli graffi sulla superficie. Inoltre, nei dispositivi per il fitness tracking, un nuovo sensore di autoapprendimento dotato di edge AI minimizza la latenza e il consumo di energia. Qui l'intelligenza risiede nel sensore stesso.

Risultati 2020 per settore di business

A seguito della pandemia del coronavirus, il fatturato è calato nelle unità operative Bosch; soltanto il settore dei beni di consumo ha registrato un incremento delle vendite. Il settore di business Mobility Solutions, che è stato colpito duramente dalla chiusura delle fabbriche del settore automotive, ha conseguito un fatturato di 42,3 miliardi di euro. Tuttavia, nonostante il calo del 9,5% rispetto all'anno precedente, l'attività è cresciuta più rapidamente del mercato, dove la produzione di auto si è contratta del 15%. Al netto degli effetti valutari, il fatturato è calato dell’8,1%. I ricavi del settore Consumer Goods sono aumentati del 5,2%, raggiungendo 18,6 miliardi di euro (al netto degli effetti valutari, la cifra sale all'8,2%). Le vendite di elettrodomestici ed elettroutensili hanno beneficiato della tendenza dei consumatori a concentrarsi sull'ambiente domestico. Nonostante la ripresa degli ordini dall'autunno, il settore di business Industrial Technology non è riuscito a sottrarsi alla prolungata debolezza del mercato. Le vendite complessive, pari a 5,1 miliardi di euro, hanno registrato un calo del 16,0% rispetto all’anno precedente (al netto degli effetti valutari, il fatturato ha subito un calo anno su anno del 15,0%). Il settore Energy and Building Technology ha realizzato vendite per 5,4 miliardi di euro. Se da un lato gli incentivi hanno aiutato il settore dei sistemi di riscaldamento a registrare una performance positiva, l'annullamento di molti eventi ha pesato sul business dei prodotti tecnologici per le conferenze e la diffusione sonora. Il fatturato è calato del 3,4% (un calo del 2,0% al netto degli effetti valutari).

Risultati del 2020 per regione

Bosch ha subito l'impatto del crollo delle vendite di primavera in tutte le regioni: il fatturato in Europa è stato pari a 38 miliardi di euro, registrando quindi un calo del 5,7% rispetto all'anno precedente (4,6% al netto degli effetti valutari). Il fatturato in Nord America è crollato del 14% attestandosi a 10,8 miliardi di euro, pari a un calo del 12% al netto degli effetti valutari. Nel Sud America le vendite hanno raggiunto 1,1 miliardi di euro, pari a una riduzione del 21% in termini nominali. Al netto degli effetti valutari, il calo si è attestato ad appena il 2,5%. Nella regione Asia Pacifico, il fatturato è stato di 21,7 miliardi di euro, pari a un calo di appena l'1,4% rispetto all'anno precedente. Al netto degli effetti valutari, in realtà il fatturato è aumentato dello 0,5%. La tempestiva ripresa del mercato e lo sviluppo positivo in Cina sono stati d'aiuto. Per la prima volta nella storia di Bosch, il fatturato in Cina ha superato quello in Germania.

Sviluppo dell'organico nel 2020: livelli occupazionali ampiamente stabili

Al 31 dicembre 2020, il Gruppo Bosch contava in tutto il mondo circa 394.500 collaboratori, dimostrando che, nonostante la crisi, Bosch è riuscita a mantenere i livelli occupazionali pressoché stabili. I cambiamenti hanno interessato principalmente la Cina e la Germania. Bosch ha leggermente ampliato l'organico nella ricerca e sviluppo, per poter garantire di portare avanti investimenti strategici chiave.

Outlook 2021: l'obiettivo è uscire dalla crisi più forti

Bosch si aspetta una lenta ripresa dell’economia globale nel 2021. Dopo la contrazione di circa il 4,5% dello scorso anno, Bosch prevede per quest’anno una crescita appena inferiore al 4%. "La crisi non è finita" ha dichiarato Asenkerschbaumer, che ritiene che la crescita sarà frenata non soltanto dal numero ancora sempre alto di contagi e dalle conseguenti restrizioni sociali ed economiche, ma anche dagli sviluppi politici quali la Brexit e il perdurare della concorrenza tra gli Stati Uniti e la Cina, che potrebbero comportare restrizioni agli scambi. "Nonostante tutte le difficoltà, il nostro obiettivo continua a essere quello di crescere più forti dei mercati, nei settori e nelle regioni che sono importanti per noi". A prescindere dai prossimi sviluppi della pandemia, Bosch intende continuare ad apportare gli adeguamenti necessari per far fronte ai cambiamenti strutturali e renderli il più socialmente accettabili possibile. "Il nostro vigoroso impegno per ridurre i costi e aumentare la competitività è una solida base finanziaria da cui possiamo ampliare nuove promettenti aree".

Bosch in cifre 2020

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Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi. Secondo i dati preliminari, grazie ai circa 394.500 collaboratori (al 31 dicembre 2020) nel mondo, impiegati nei quattro settori di business Mobility Solutions, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology, il Gruppo Bosch ha registrato un fatturato di 71,6 miliardi di euro nel 2020. In qualità di azienda leader nel settore IoT Bosch offre soluzioni innovative per smart home, smart city, Industry 4.0 e mobilità connessa. Inoltre, utilizza la propria competenza nella tecnologia dei sensori, dei software e dei servizi, oltre che nel proprio cloud IoT per offrire ai clienti soluzioni connesse, cross-domain da un'unica fonte. L'obiettivo strategico del Gruppo è quello di fornire soluzioni innovative per una vita connessa che contengano intelligenza artificiale (IA) o che siano state sviluppate o prodotte grazie ad essa. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita" Bosch, grazie ai suoi prodotti e servizi, migliora la qualità della vita offrendo soluzioni innovative in tutto il mondo. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 440 tra consociate e filiali in oltre 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete ingegneristica, di produzione e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, 73.000 sono i collaboratori Bosch impegnati nella ricerca e sviluppo in circa 126 sedi in tutto il mondo, nonché circa 30.000 ingegneri software.

L'azienda è stata fondata a Stoccarda nel 1886 da Robert Bosch (1861-1942) come "Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica". La struttura societaria della Robert Bosch GmbH assicura l'indipendenza imprenditoriale del Gruppo Bosch, permettendo all'azienda di perseguire strategie a lungo termine e di far fronte a nuovi investimenti che possano garantire il suo futuro. La Fondazione di pubblica utilità Robert Bosch Stiftung GmbH detiene il 94% delle partecipazioni della Robert Bosch GmbH. Le partecipazioni restanti sono detenute dalla famiglia Bosch, da una società di proprietà della famiglia e da Robert Bosch GmbH. La maggioranza dei diritti di voto appartiene alla società fiduciaria Robert Bosch Industrietreuhand KG che gestisce le funzioni imprenditoriali dell'azienda.

Maggiori informazioni su www.bosch.com, www.iot.bosch.com, www.bosch-press.it

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