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Bosch: l’ampio portfolio prodotti salvaguarda il livello di fatturato – il contesto sfavorevole incide sugli utili

Gabriele Aimone Cat

Gabriele Aimone Cat >

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  • Fatturato: 77,9 miliardi di euro
  • Utile: ca. 3 miliardi di euro
  • Importanti investimenti: un miliardo di euro all’anno per la mobilità del futuro
  • Il CEO di Bosch Volkmar Denner: "In quanto leader in innovazione, stiamo contribuendo a dare forma al passaggio alla mobilità del futuro e stiamo cogliendo nuove opportunità"
  • Il CFO di Bosch Stefan Asenkerschbaumer: "Stiamo lavorando sulla nostra redditività e adeguando la nostra capacità produttiva"
  • Intelligenza artificiale: programma di formazione per 20.000 collaboratori

Stoccarda, Germania – Nonostante la congiuntura debole nel settore automotive, nel 2019 il Gruppo Bosch è riuscito a mantenere lo stesso livello di vendite dell'anno precedente. Secondo i dati preliminari , l’anno scorso l’azienda fornitrice di tecnologie e servizi ha raggiunto un fatturato di 77,9 miliardi di euro, cifra equivalente a quella dell’anno precedente. Al netto degli effetti valutari, tuttavia, il fatturato è calato dell’1,1%. Presentando i dati preliminari, Volkmar Denner, Presidente del Board of Management di Robert Bosch GmbH, ha dichiarato: "L’economia debole e il forte declino della produzione nel settore automotive hanno lasciato il segno anche su Bosch. In vista delle sfide attuali, l’ampia diversificazione aziendale sta sortendo un effetto stabilizzatore che promuove l’espansione delle attività esistenti e aiuta a svilupparne di nuove. Nonostante la situazione economica complessa, continuiamo a investire in importanti aree di crescita". Solo quest’anno, Bosch ha in programma di investire oltre un miliardo di euro per la mobilità elettrica, autonoma e connessa del futuro. "In quanto leader in innovazione, stiamo contribuendo a dare forma al passaggio alla mobilità alternativa e stiamo cogliendo le nuove opportunità che questo comporta"- ha dichiarato Denner.

Nell’esercizio 2019, il risultato prima degli oneri finanziari e imposte (EBIT) è stato di circa 3 miliardi di euro, intorno al 4% del fatturato. Su questo valore hanno inciso: la contrazione nella produzione automotive, soprattutto nei mercati fondamentali di Cina e India, l’ulteriore riduzione nella quota di motori diesel, gli elevati costi delle misure di ristrutturazione (in particolar modo nel segmento della mobilità) e l’aumento degli investimenti in progetti importanti per il futuro. "Anche l’anno in corso continua a mettere alla prova molte aziende, specialmente nel settore automotive e nell’industria meccanica"- ha dichiarato Stefan Asenkerschbaumer, CFO e vicepresidente del Board of Management di Bosch. "Nonostante ciò, anche nel 2020 desideriamo crescere nei settori e nelle regioni per noi importanti ed essere più forti dei mercati ivi presenti" - ha aggiunto, sottolineando che Bosch dovrà continuare a lavorare in maniera rigorosa sulla propria redditività e regolare la propria capacità produttiva.

Mobilità del futuro: le sfide del cambiamento

Bosch ha una visione chiara del futuro della mobilità e di come renderla un vero successo. "La mobilità di domani sarà non solo elettrica e autonoma, ma anche connessa e personalizzata" - ha affermato Denner, aggiungendo che, grazie al portfolio diversificato, Bosch è meglio preparata ad affrontare i vari scenari e sviluppi futuri di qualsiasi altra azienda. Tuttavia, ha anche evidenziato come la strada verso la mobilità del futuro ponga alcune grandi sfide al settore automotive. Prima di tutto, i severi dibattiti sulle auto hanno impedito qualsiasi argomentazione riguardante il traffico stradale, seppur in maniera equilibrata e pacata. In secondo luogo, il settore ha bisogno di più tempo per gestire la transizione. Come ha sottolineato Denner: "In particolare, quando si parla di posti di lavoro, un processo così importante come il passaggio all’elettromobilità non può essere completato dall’oggi al domani". In terzo luogo, la situazione economica sta rendendo sempre più impellente la necessità di un cambiamento strutturale nel settore automotive. Bosch prevede che nel 2020 la produzione automotive globale diminuirà per il terzo anno consecutivo: più precisamente ci si aspetta un calo del 2,6%, con una produzione di 89 milioni di veicoli in tutto il mondo, quasi 10 milioni in meno rispetto al 2017. Bosch si attende che questo livello rimarrà costante per i prossimi anni e non prevede alcun aumento nella produzione automotive globale prima del 2025.

L’azienda ha intenzione di adattare le proprie strutture di costo e la forza lavoro ai drammatici cambiamenti e all’eccesso di capacità del settore nel modo più accettabile possibile socialmente. Denner ha dichiarato: "Abbiamo già stretto accordi su questo tema con le parti sociali in alcune delle nostre sedi principali, come Bamberg, Schwieberdingen e Stoccarda-Feuerbach". L’obiettivo è adottare un approccio che preservi le opportunità di crescita di ciascuno nelle rispettive sedi, tutelando quanti più collaboratori con le loro rispettive competenze.

Mobilità del futuro: opportunità di business per Bosch

"Il passaggio alla mobilità del futuro non determinerà la fine della mobilità e nemmeno la fine dell’auto" - ha dichiarato Denner, aggiungendo che Bosch continua a perseguire la strada giusta per diventare leader nella fornitura di soluzioni di mobilità. Ha poi continuato: "I cambiamenti radicali nel settore automotive offrono grandi opportunità a Bosch". Tra queste rientrano la crescente domanda di mobilità per il futuro. Secondo il Forum Internazionale dei Trasporti (FIT - ITF), la circolazione delle persone aumenterà di circa il 50% a livello globale, considerando il periodo tra il 2015 e il 2030. "Nel prossimo futuro l’auto rimarrà il mezzo di trasporto più utilizzato e ci sono tutti i presupposti affinché possa diventare ancora più sicura, conveniente ed ecologica" - ha commentato Denner. Anche le nuove tecnologie come l’Internet delle cose (IoT), l’intelligenza artificiale (AI) e le fuel-cell promuoveranno ulteriormente il passaggio alla mobilità alternativa. Come leader di innovazione, per Bosch sarà un vantaggio essere entrata rapidamente in queste aree di sviluppo. Inoltre, le nuove case costruttrici nel settore dell'elettromobilità richiedono sempre più soluzioni complete, piuttosto che componenti. Denner ha poi proseguito: "Per noi, fornitori di prodotti e servizi completi, più attività nel settore dei sistemi si traducono in un potenziale di vendita di miliardi". In futuro, Bosch trarrà beneficio anche dalla tendenza verso una maggior presenza di elettronica e software: L’azienda prevede che il mercato dei sistemi elettronici software-intensive crescerà del 20% all’anno da ora al 2030. Bosch investe circa 3,7 miliardi di euro all’anno nello sviluppo di software e attualmente impiega 30.000 ingegneri informatici.

Competenze dei collaboratori: programma di formazione sull’intelligenza artificiale per 20.000 collaboratori

Per Denner, una forza lavoro qualificata è un fattore di successo strategico per la gestione delle sfide presenti e future. "Bosch si considera una Learning Company, una società in continuo apprendimento in cui l’acquisizione di nuove conoscenze va di pari passo con il lavoro di ogni giorno" - ha sottolineato. Oltre agli investimenti volti a migliorare le competenze dell’organico, Bosch sta lanciando un nuovo programma di formazione sull’intelligenza artificiale per quasi 20.000 collaboratori. Il programma comprende format di formazione a tre livelli diversi: per i manager, gli ingegneri e gli sviluppatori di IA e include le linee guida per l’utilizzo responsabile di questa tecnologia.

Attività in espansione: circa 3 miliardi di euro per i settori in crescita

Bosch intende espandere le proprie attività e avviare nuove aree di business. "Vogliamo farlo puntando su investimenti significativi e lungimiranti nelle tecnologie del futuro" - ha dichiarato Denner. "Nel periodo compreso tra il 2013 e il 2020 Bosch avrà investito complessivamente circa 3 miliardi di euro nei nuovi settori in crescita". Quest’anno Bosch investirà 500 milioni di euro soltanto in elettromobilità, fuel-cell comprese, oltre 600 milioni di euro nella guida autonoma e altri 100 milioni di euro nelle soluzioni per la mobilità connessa. Inoltre, dal 2015 Bosch ha investito 600 milioni di euro per ampliare le proprie attività relativamente all’Internet delle cose: tra questi investimenti rientrano il nuovo IoT campus di Bosch a Berlino e l’espansione del settore dell’industria connessa.

Come sfruttare alcuni vantaggi competitivi: leadership e varietà tecnologica

Nel passaggio alle nuove tecnologie, Bosch si sta garantendo un importante potenziale di vendite nei mercati che valgono miliardi. Per esempio, per far sì che la guida autonoma sicura possa diventare realtà, è necessario aggiungere, oltre a telecamera e radar, una terza tipologia di sensore: il LiDAR. Per questo Bosch sta completando il proprio portfolio di sensori e avviando la produzione di sensori LiDAR a lungo raggio. "In questo modo completiamo il quadro dei sensori, rendendo possibile la realizzazione della guida autonoma” - ha spiegato Denner. Lo strumento di misura di lungo raggio basato su laser è in grado di rilevare anche gli oggetti non metallici a una grande distanza, come massi sulla strada. Così, si ha il tempo per effettuare tempestivamente determinate manovre di guida, come frenare o schivare ostacoli.

Bosch porta avanti anche l’industrializzazione del sistema fuel-cell: sta sviluppando il componente centrale del sistema di propulsione, la pila, insieme a Powercell, e ha in programma il lancio per il 2022. Inoltre, sta continuando a investire in motori a combustione ad alta efficienza. Secondo una ricerca di mercato condotta da Bosch, nel 2030 due nuovi veicoli immatricolati su tre saranno ancora a diesel o benzina, con o senza opzione ibrida. Denner ha poi proseguito: "Il percorso che porterà a una mobilità priva di emissioni deve essere neutrale dal punto di vista tecnologico. È l’unico modo per rendere la mobilità accessibile al grande pubblico". La soluzione è un sistema di propulsione misto composto da motori a combustione ad alta efficienza e motori elettrici all’avanguardia. Inoltre, Denner sostiene l’utilizzo di combustibili sintetici rinnovabili: "Anche i veicoli a combustione esistenti dovranno fare la loro parte per ridurre le emissioni di CO2 e questo sarà possibile anche attraverso l’utilizzo di combustibili sintetici rinnovabili." A tal fine, Denner invita i decisori politici a mettere in atto le strategie per ottenere un ambiente neutro dal punto di vista tecnologico e quindi favorevole all'innovazione. "È uno step necessario per far sì che il passaggio alla mobilità alternativa sia un successo, mantenendo i posti di lavoro esistenti e creandone di nuovi" - ha dichiarato Denner.

Oltre la mobilità del futuro: lo sviluppo di nuove tecnologie

Bosch vuole andare oltre la mobilità del futuro per sviluppare nuove tecnologie e promuovere azioni per il clima, mantenendo un equilibrio tra economia, ambiente e responsabilità sociale d’impresa. Sulla strada che la porterà a essere un’azienda IoT leader, Bosch fa affidamento sull’IA. "Vogliamo utilizzare l’IA per far sì che i nostri prodotti funzionino come assistenti per i nostri clienti, confidando nel fatto che ciò ci renderà uno dei leader globali in questo campo" - ha dichiarato Denner. Per raggiungere questo obiettivo, Bosch sta investendo 100 milioni di euro nel suo campus per l’IA a Tübingen, in Germania. L’azienda sta anche promuovendo alcune iniziative a favore del clima: alla fine del 2019, Bosch ha raggiunto la "carbon-neutrality" per tutte le sue sedi in Germania; entro la fine del 2020, accadrà lo stesso per tutte le sedi in tutto il mondo. "Le azioni a favore del clima e l’efficienza energetica offrono a Bosch ulteriori opportunità di business" - ha affermato Denner. Soltanto in Germania, entro il 2025, fino al 45% dell’elettricità sarà generata da fonti rinnovabili (fonte: BMWi – Ministero Federale dell'Economia e dell'Energia). "Per questo nei prossimi anni investiremo 100 milioni di euro per far crescere il nostro business delle pompe di calore”.

Risultati 2019 per settore di business

I risultati del 2019 sono stati simili nelle diverse aree di business. Nel settore Mobility Solutions, quello che registra i livelli più alti di vendite, la crescita ha superato quella della produzione automotive mondiale. Con 47 miliardi di euro, il fatturato ha sostanzialmente raggiunto il livello dell’anno precedente, registrando un calo dello 0,1% in termini nominali (1,5% al netto degli effetti valutari). Il settore di business Consumer Goods ha raggiunto un fatturato di 17,8 miliardi di euro, registrando quindi un calo dello 0,2% ( 0,6% al netto degli effetti valutari). BSH Hausgeräte (Divisione Elettrodomestici) e Bosch Power Tools (Divisione Elettroutensili) hanno resistito pur in un ambiente fortemente competitivo. Il settore di business Industrial Technology ha segnato vendite pari a 7,4 miliardi di euro, corrispondenti allo 0,1% in più rispetto all’anno precedente, nonostante un forte calo di oltre il 4% negli ordinativi nel settore dell’ingegneria meccanica. Al netto di tali effetti valutari, il fatturato è calato dell’1,2%. Il settore di business Energy and Building Technology ha realizzato vendite per 5,6 miliardi di euro, registrando una crescita dell’1,5%. Si tratta di un aumento dello 0,8% al netto degli effetti valutari.

Risultati 2019 per regione

In Europa, le attività di Bosch hanno registrato uno sviluppo stabile. Le vendite, pari a 41 miliardi di euro, hanno uguagliato l’anno precedente. In Nord America, il fatturato è cresciuto del 5,3%, raggiungendo 13 miliardi di euro. Tuttavia, al netto degli effetti valutari, si tratta di un calo dello 0,5%. In Sud America le vendite sono arrivate a toccare 1,4 miliardi di euro, registrando quindi un aumento dell’1,1% (5,3% al netto degli effetti valutari). Nella regione Asia Pacifico, in generale lo sviluppo è stato negativo. Il fatturato è calato del 3,1%, attestandosi a 22,5 miliardi di euro (un calo del 4,5% al netto degli effetti valutari). L’andamento delle vendite è stato influenzato soprattutto dal crollo dei mercati automotive di Cina e India. Giappone e Sud-Est asiatico, invece, hanno segnato uno sviluppo positivo.

Organico complessivo di 403.000 collaboratori

Al 31 dicembre 2019 il Gruppo Bosch contava 403.000 collaboratori, a livello mondiale. Il personale ha subito una riduzione di 6.800 unità, pari all’1,7% che ha riguardato principalmente Cina e Germania.

Prospettive per il 2020: il rafforzamento della redditività a dispetto della debole economia globale

Bosch prevede che l’economia globale crescerà soltanto del 2,0% nel 2020. "Di fronte alla continua debolezza economica, la crescita globale rallenterà ulteriormente" ha dichiarato Asenkerschbaumer. In particolare, settori di fondamentale importanza come l’industria automobilistica e la produzione industriale dovranno affrontare cali significativi. Inoltre, le controversie commerciali tra Stati Uniti e Cina, così come l’imminente Brexit, stanno rendendo più difficoltose le previsioni. In considerazione della sovracapacità nel settore automotive e dei cambiamenti nelle tecnologie dei sistemi di propulsione, Bosch sta continuando a rivedere i propri costi di struttura. Ove necessario, si agirà sull’organico in maniera socialmente accettabile. Asenkerschbaumer ha proseguito: "Ci aspettiamo un anno molto impegnativo per Bosch, durante il quale lavoreremo con rigore sulla nostra redditività". Un elevato livello di redditività è essenziale se Bosch vuole essere in grado di affrontare investimenti significativi e lungimiranti nelle tecnologie del futuro e nella trasformazione dell’azienda.

Il Gruppo Bosch in cifre per l'esercizio 2019

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press@it.bosch.com

Il Gruppo Bosch è fornitore leader e globale di tecnologie e servizi. Secondo i dati preliminari, grazie ai circa 403.000 collaboratori nel mondo (al 31 dicembre 2019) impiegati nei quattro settori di business Mobility Solutions, Industrial Technology, Consumer Goods e Energy and Building Technology, il Gruppo Bosch ha registrato un fatturato di 77,9 miliardi di euro nel 2019. In qualità di azienda leader nel settore IoT Bosch offre soluzioni innovative per smart home, smart city, industria e mobilità connessa. Inoltre, utilizza la propria competenza nella tecnologia dei sensori, dei software e dei servizi, oltre che nel proprio cloud IoT per offrire ai clienti soluzioni connesse, cross-domain da un'unica fonte. L'obiettivo strategico del Gruppo è quello di fornire soluzioni innovative per una vita connessa. Seguendo lo slogan "Tecnologia per la vita" Bosch, grazie ai suoi prodotti e servizi, migliora la qualità della vita offrendo soluzioni innovative in tutto il mondo. Il Gruppo è costituto dall'azienda Robert Bosch GmbH e da circa 440 tra consociate e filiali in 60 Paesi. Se si includono i partner commerciali e di servizi, la rete di produzione, ingegneristica e vendita di Bosch copre quasi tutti i Paesi nel mondo. La base per la crescita futura della società è la forza innovativa, 72.000 sono i collaboratori Bosch impegnati nella ricerca e sviluppo in circa 125 sedi in tutto il mondo.

L'azienda è stata fondata a Stoccarda nel 1886 da Robert Bosch (1861-1942) come "Officina di meccanica di precisione ed elettrotecnica". La struttura societaria della Robert Bosch GmbH assicura l'indipendenza imprenditoriale del Gruppo Bosch, permettendo all'azienda di perseguire strategie a lungo termine e di far fronte a nuovi investimenti che possano garanti-re il suo futuro. La Fondazione di pubblica utilità Robert Bosch Stiftung GmbH detiene il 92% delle partecipazioni della Robert Bosch GmbH. La maggioranza dei diritti di voto appartiene alla società fiduciaria Robert Bosch Industrietreuhand KG che gestisce le funzioni imprenditoriali dell'azienda. I diritti di voto e le partecipazioni restanti spettano alla famiglia Bosch e alla Robert Bosch GmbH.

Ulteriori informazioni sul sito www.bosch.com e http://www.bosch-press.it

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