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Bosch crea una startup per la tecnologia dei sensori quantistici

21.02.2022

Press release

Research

Bosch crea una startup per la tecnologia dei sensori quantistici

Ludwigsburg, Germania – Il Gruppo Bosch ha creato una nuova business unit per sviluppare il business dei sensori quantistici con l'obiettivo di partecipare alla forte crescita prevista per questo mercato. La nuova startup metterà insieme i risultati delle ricerche fatti finora e li tradurrà in prodotti. Jens Fabrowsky, il vicepresidente esecutivo di Bosch Automotive Electronics, responsabile del business dei semiconduttori, ha affermato: "La tecnologia quantistica sta spingendo i confini di ciò che è possibile - sia nell'elaborazione dei dati sia nei sensori. Soprattutto l'obiettivo è quello di aumentare il grande beneficio pratico degli effetti quantistici nelle varie possibili applicazioni come i sistemi di trazione per autoveicoli, oppure in medicina nella diagnosi neurologica. Bosch conduce da molti anni una ricerca approfondita nel rilevamento quantistico e ci consideriamo leader mondiali in questo settore. Ora vogliamo partire da questa base per sviluppare futuri modelli di business".Katrin Kobe guida la nuova business unit Il CEO della nuova startup è Katrin Kobe. Con un dottorato in fisica, porta in Bosch oltre 25 anni di esperienza manageriale di diverse aziende tecnologiche. Durante questo periodo ha sviluppato anche nuove aree di business. "In Bosch, la ricerca è una priorità assoluta" - ha dichiarato Kobe - "Come azienda globale con collaborazioni e competenze nella tecnologia quantistica, nell'ambiente agile di una startup, Bosch sta cogliendo l'opportunità di fare progressi in questo nuovo e promettente campo ". Attualmente 15 collaboratori stanno già lavorando nella nuova business unit. Il Team, che è destinato a crescere nei prossimi mesi, sta cercando di attrarre, in particolare, ingegneri e sviluppatori di business. Applicazioni mediche possibili nel prossimo futuro I sensori quantistici usano i singoli atomi di un gas o i difetti nei solidi come strumenti di misurazione atomica. Grazie al modo speciale in cui vengono inizializzati prima della misurazione e alla loro capacità di rilevare i singoli stati quantici dopo la misurazione, questi sensori raggiungono una precisione senza precedenti. Attraverso la tecnologia quantistica questo permetterà presto di effettuare misure che sono quasi 1.000 volte più precise di quelle fatte dai sensori MEMS (micro-electro-mechanical system) di oggi. I sensori quantistici saranno, per esempio, in grado di aiutare a diagnosticare condizioni neurologiche come l'Alzheimer e il Parkinson in modo più accurato e semplice. Possono anche essere usati per registrare gli impulsi nervosi e dunque, un domani, per controllare gli arti artificiali. Questi sensori possono anche rilevare i più piccoli cambiamenti di posizione di un oggetto. Bosch ha condotto ricerche sul rilevamento quantistico per sette anni e ha costruito dei dimostratori completamente funzionali come un magnetometro quantico e un girometro quantico. I magnetometri quantistici possono, per esempio, essere utilizzati per rilevare i minuscoli campi magnetici generati dai processi fisiologici, mentre i giroscopi quantistici permettono il rilevamento ad alta precisione delle rotazioni per la navigazione dei sistemi autonomi. L'obiettivo a lungo termine è quello di raggiungere un'ulteriore miniaturizzazione e di integrare la tecnologia in un singolo chip. Inoltre, Bosch è stata attivamente coinvolta in otto progetti di rilevamento quantistico finanziati con fondi pubblici dal 2018, alcuni dei quali internazionali. Con questa nuova business unit, Bosch vuole aprirsi strategicamente in questo campo. Forte crescita del mercato Gli esperti di mercato prevedono nei prossimi anni una forte crescita nelle applicazioni di rilevamento quantistico. Nel 2021, 22 miliardi di dollari sono stati investiti in tutto il mondo nella tecnologia quantistica. Secondo McKinsey & Co., il mercato dei sensori quantistici dovrebbe crescere fino a sette miliardi di dollari. Da inizio anno, la nuova business unit avrà sede negli edifici di Grow Platform GmbH a Ludwigsburg, Germania. In termini organizzativi, la startup fa parte della divisione Bosch Automotive Electronics con sede a Reutlingen, Germania. Informazioni sulla tecnologia quantistica https://www.bosch.com/stories/quantum-technology/

Dal tergicristallo all’ABS per l’eBike

19.05.2020

Press release

Research

Dal tergicristallo all’ABS per l’eBike

ESP® – tre lettere che fanno la differenza. Fin dalla sua introduzione nel 1995, anno dopo anno, il sistema elettronico di stabilità ha evitato incidenti dovuti allo sbandamento e salvato vite. Con innovazioni come l’ESP® Bosch ha aumentato la sicurezza stradale per decenni. Eccone una selezione:1926: Tergicristallo Addio alla scarsa visibilità: il tergicristallo elettrico Bosch comprendeva un motore elettrico che, tramite vite senza fine e ingranaggio, guidava un braccio rivestito in gomma, garantendo finalmente un’ottima visibilità sulla strada. Nel 1959 venne introdotto un impianto lavacristalli elettrico. Una pompa elettrica, attivata premendo un pulsante, spruzzava acqua sul parabrezza con grande precisione, attraverso uno o più ugelli montati sul cofano. 1927: Servofreno per i veicoli commerciali Nei primi anni del ’900 i veicoli divennero sempre più veloci e potenti, ma la forza frenante non era in grado di stare al passo con questi progressi. Questo spinse Bosch a sviluppare un servofreno pneumatico per autocarri pesanti, che per via dei carichi significativi avevano spazi di frenata particolarmente lunghi. Il sistema utilizzava il vuoto che si crea nel tratto di aspirazione del motore: così era sufficiente applicare ai freni un terzo della pressione. 1928: Frenata assistita Bosch Questa tecnologia innovativa applicata ai freni venne introdotta da Bosch nel 1927 per le autovetture. Le sfide da affrontare erano due: ottenere un design compatto che consentisse di installarla nel poco spazio a disposizione nel vano motore e renderla più accessibile. La tecnologia venne inserita nella dotazione di serie. Come nel caso del freno Bosch per autocarri, si passò a dover applicare soltanto un terzo della pressione sul pedale rispetto a prima e anche lo spazio di frenata si ridusse di un terzo. 1957: Anabbaglianti asimmetrici Nel 1913 Bosch avviò la produzione di un nuovo sistema di illuminazione per il settore automotive, composto da un generatore, fari, una batteria e un regolatore. Ma, nonostante questi sistemi di illuminazione venissero costantemente migliorati, presentavano ancora un punto debole: abbagliavano i veicoli provenienti dalla direzione opposta. Maggiore era il numero di vetture sulle strade, più la situazione diventava pericolosa. Nel 1957 Bosch lanciò sul mercato gli anabbaglianti asimmetrici. Questo sistema è meno fastidioso per i veicoli provenienti dalla direzione opposta e illumina meglio la corsia di chi è alla guida. 1978: Sistema frenante antibloccaggio ABS Dopo nove anni di lavoro di sviluppo, il 1978 segnò l’inizio della storia di successo dell’ABS, il sistema frenante antibloccaggio a controllo elettronico per le autovetture. Se le ruote si bloccano, l’ABS riduce la pressione frenante, poi la aumenta di nuovo, fino a 40 volte al secondo. Così lo spazio di frenata rimane breve, anche sulle superfici scivolose, e non si perde il controllo del veicolo. Per i motocicli, l’UE ha reso obbligatorio questo sistema per tutte le nuove omologazioni a partire dal 2016. 1980: Controllo elettronico dell’airbag Nel 1980 Bosch fu la prima azienda europea a produrre unità di azionamento elettronico per sistemi di sicurezza passivi, definendo lo standard in materia di sicurezza stradale. L’unità di azionamento comprendeva tre componenti costituite da circa 170 singoli pezzi e controllava l’airbag del guidatore. Fu la prima ad essere installata sulle Mercedes-Benz Classe S. Nei veicoli di oggi sono presenti fino a nove airbag. Vengono azionati in modi diversi, a seconda del tipo di incidente. 1986: Sistema di controllo della trazione TCS Il sistema di controllo della trazione TCS impedisce il pattinamento delle ruote motrici. L’unità di controllo elettronica riduce la velocità delle ruote che pattinano, fino a quando recuperano la tenuta. Il TCS è un primo esempio di collegamento in rete di diversi sistemi elettronici per autoveicoli. Quando si attiva il controllo della trazione, esso interviene nel sistema di gestione del motore o dei freni. Anche se si aziona l’acceleratore, la potenza del motore cala costantemente o viene azionato il freno, fino a quando le ruote recuperano la tenuta. Il controllo della trazione può anche frenare una sola ruota per deviare la potenza del motore a un’altra ruota motrice, se quest’ultima offre una trazione migliore. 1995: MEMS nella produzione su vasta scala Negli anni ’80 Bosch si occupò di rendere i sensori più piccoli, più affidabili e più efficienti dal punto di vista energetico per fornire alle auto più dati provenienti dai sensori rispetto a quanto fosse mai stato possibile fino a quel momento. In seguito all’avvio della produzione su vasta scala nel 1995, questi sensori in miniatura si diffusero sempre di più, fornendo alle unità di controllo dati sulle frenate e accelerazioni dell’auto, nonché sulla sua direzione di guida. Informazioni come queste sono importanti per sistemi di sicurezza come l’ESP®. 1995: Sistema elettronico di stabilità ESP® Utilizzando sensori intelligenti, l’ESP® verifica 25 volte al secondo se la vettura si sta effettivamente muovendo nella direzione in cui il guidatore la sta conducendo. Se non è così, il sistema interviene. Riducendo la coppia del motore e frenando appositamente ogni singola ruota, il sistema aiuta il guidatore a stabilizzare il veicolo, evitando incidenti dovuti a sbandamento. Dal suo lancio sul mercato nel 1995, l’ESP® ha evitato poco meno di mezzo milione di incidenti e salvato oltre 15.000 vite soltanto all’interno dell’UE. Quest’anno Bosch festeggia un traguardo: ha venduto 250 milioni di sistemi ESP® dall’avvio della produzione 25 anni fa. 2010: Sistema di frenata di emergenza predittivo La presenza nelle vetture di un numero sempre maggiore di sensori che condividono informazioni tra loro rende possibili applicazioni completamente nuove: il sistema di frenata di emergenza che è entrato in produzione nel 2010 utilizza le informazioni che i sensori radar e video condividono con l’ESP®. In caso di pericolo di collisione, offre supporto ai guidatori su più fronti. Prima di tutto, avverte che è necessario frenare in maniera decisa. Se questo avviso viene ignorato, il sistema aziona una frenata parziale, poi, se il guidatore continua a non reagire, aziona la frenata di emergenza. 2013: Sistema di controllo della stabilità per veicoli a due ruote MSC Nel 2013 l’ESP®, introdotto con successo nel 1995, venne applicato da Bosch anche ai veicoli a due ruote. Il sistema di controllo della stabilità per veicoli a due ruote MSC garantisce la massima stabilità in tutte le situazioni di guida: in frenata ed accelerazione, su tratti rettilinei e in curva. I sensori sulle ruote misurano la velocità delle ruote e un altro sensore calcola l'angolo d’inclinazione e di rollio. Se il sistema rileva che una ruota è sul punto di bloccarsi, la pressione frenante viene diminuita, poi aumentata di nuovo in una frazione di secondo, garantendo così che venga sempre applicata la giusta pressione per evitare che le ruote si blocchino. Questo può salvare la vita dei motociclisti. 2018: ABS per eBike Bosch produce sistemi frenanti antibloccaggio per autovetture dal 1978 e per motocicli dal 1995. Nel 2018 a questi due sistemi si è aggiunto un ABS per eBike, che Bosch ha sviluppato in collaborazione con il produttore di freni Magura. Questo sistema frenante antibloccaggio per biciclette a pedalata assistita, il primo di questo tipo ad essere prodotto al mondo, riduce il rischio di caduta in situazioni critiche. Nell’ABS anteriore, i freni idraulici e il freno elettronico sono in perfetta sintonia tra loro. I sensori di velocità sulle ruote monitorano la velocità di entrambe le ruote. Non appena viene rilevato qualche segnale che indica che la ruota anteriore potrebbe bloccarsi, il sistema regola la pressione frenante per ottimizzare la stabilità di guida. Questo sistema aumenta notevolmente la sicurezza. Inoltre, la funzione di controllo del sollevamento della ruota posteriore riduce il rischio di incidente dovuto a testa-coda. Se si applica troppa forza frenante, l’ABS regola la pressione applicata sulla ruota anteriore, in modo che la ruota posteriore possa recuperare rapidamente trazione.

Continuare il percorso iniziato

19.05.2020

Press release

Research

Continuare il percorso iniziato

Poco meno di mezzo milione di incidenti con lesioni personali evitati e 15.000 vite salvate solo nell’UE: sono i risultati ottenuti con l’ESP®, lanciato nel 1995. Questo traguardo è il risultato di una storia durata più di 25 anni. Di seguito vengono illustrate le tappe principali dello sviluppo del sistema elettronico di stabilità di Bosch:1983: I ricercatori Bosch propongono alcune prime idee su come aumentare la stabilità quando si frena bruscamente in curva. Alla base dei concetti sviluppati c’è l’ABS, il sistema frenante antibloccaggio, lanciato nel 1978. La proposta iniziale prevede di adattare lo slittamento di ogni ruota in modo flessibile per migliorare il controllo dei veicoli quando si frena in curva. 1984: Il 1° luglio si costituisce un gruppo di sviluppatori, il cui compito è utilizzare l’ABS come base per ideare un sistema di controllo della frenata che garantisca un controllo migliore dei veicoli quando stanno per slittare in curva. In una situazione di questo tipo, il veicolo deve rimanere stabile e manovrabile per quanto concesso dalle leggi della fisica. 1992: Vicino allo stabilimento Bosch di Schwieberdingen viene creata un’unità dedicata a un progetto congiunto. Vi lavorano ingegneri di Bosch e della casa automobilistica Daimler-Benz, che sarà la prima a installare il sistema. Viene stipulato un accordo per sviluppare un sistema produttivo entro 36 mesi. 1995: l’ESP® fa il suo debutto per la stampa in una Mercedes-Benz Classe S Coupé a maggio e viene lanciato sul mercato nelle Coupé e Sedan a settembre (come optional; di serie solo con il motore più potente, a 12 cilindri). 1997: Una Mercedes-Benz Classe A si ribalta mentre sta eseguendo una sterzata molto brusca nel corso di un test. Il modello era stato lanciato da poco. In seguito al “test dell’alce” effettuato per una rivista automobilistica svedese, la casa automobilistica decide di dotare i propri veicoli di ESP® di serie. Presto anche altre case automobilistiche seguiranno l’esempio. 1998: Il sensore di imbardata, fulcro dell’ESP®, viene prodotto per la prima volta come sensore micromeccanico (MEMS). La produzione di massa di questi sensori Bosch con strutture microscopiche mobili inizia nel 1995. Così il sistema ESP® può diventare più piccolo, ma al tempo stesso più duraturo, meno sensibile, più affidabile e meno costoso. 2003: Bosch festeggia il traguardo della realizzazione di 10 milioni di ESP®. La tecnologia è sul mercato da dieci anni. Negli anni successivi, l’aumento dei volumi fa sì che diventi possibile installare questo salvavita anche nelle vetture compatte. 2011: Gli esperti del traffico e i politici riconoscono sempre più i vantaggi dell’ESP®. Il sistema antislittamento è obbligatorio in diversi Paesi, tra cui gli stati membri dell’UE. All’interno dell’Unione europea, il sistema diventa obbligatorio in modo graduale: da novembre 2011 per i nuovi modelli di autovetture e veicoli commerciali e dal 1° novembre 2014 per tutte le autovetture e i veicoli commerciali di nuova immatricolazione. 2016: L'Ufficio europeo dei brevetti conferisce il premio Inventore europeo, nella categoria Life Achievement, ad Anton van Zanten. Nato nei Paesi Bassi, van Zanten diresse il gruppo di 35 sviluppatori del sistema ESP® all’interno di Bosch. 2020: L’ESP® compie 25 anni. Negli ultimi 25 anni, Bosch ha costantemente migliorato il proprio sistema antislittamento e ad oggi ha prodotto oltre 250 milioni di sistemi elettronici di stabilità.

25 anni di ESP® Bosch: Niente più sbandate

19.05.2020

Press release

Research

25 anni di ESP® Bosch: Niente più sbandate

Stoccarda, Germania - Una strada bagnata e una scartata improvvisa: un tempo, una situazione di questo tipo avrebbe, molto probabilmente, portato a scivolare in un fosso o a scontrarsi contro una barriera di sicurezza e spesso anche a lesioni gravi o morte. Quasi 25 anni fa, un’invenzione pionieristica ha finalmente risolto questo problema: l’ESP®, il sistema elettronico di stabilità, che Bosch e Daimler-Benz introdussero per la prima volta sui veicoli Classe S nel 1995. Da allora, l’ESP® contribuisce a mantenere i veicoli in strada in tutta sicurezza, anche in situazioni critiche. Secondo le stime dei ricercatori Bosch che studiano gli incidenti, il sistema antislittamento ha salvato circa 15.000 vite solo nell’UE negli ultimi 25 anni, oltre ad aver evitato poco meno di mezzo milione di incidenti che avrebbero comportato lesioni personali. L’ESP® è uno dei salvavita più importanti in un veicolo, insieme alla cintura di sicurezza e all’airbag. " Lo sviluppo del sistema elettronico di stabilità è stato un passo fondamentale verso il traguardo ‘vision zero’ dell’azzeramento dei morti sulla strada " ha dichiarato Harald Kroeger, membro del Board of management di Bosch. " L’ESP® è un esempio eccellente di ciò che intendiamo per Tecnologia per la vita ". Questa innovazione risale al 1995, ma è ancora perfettamente al passo con i tempi: Bosch ha costantemente migliorato il proprio sistema e ad oggi ha prodotto più di 250 milioni di ESP®. Non è più possibile nemmeno immaginare le auto moderne prive di questo angelo custode elettronico. L’82% di tutti i veicoli nuovi in tutto il mondo è dotato di ESP®. Nel 2017 questo dato si attestava al 64%. Lo sviluppo del sistema elettronico di stabilità è stato un passo fondamentale verso il traguardo ‘vision zero’ dell’azzeramento dei morti sulla strada...Harald Kroeger, membro del Board of management di Bosch. L’ESP® è in grado di evitare fino all'80% di tutti gli incidenti dovuti allo sbandamento Il sistema elettronico di stabilità Interviene soprattutto quando le strade sono bagnate o ghiacciate, quando si devono evitare ostacoli imprevisti, oppure, quando si entra in curva troppo velocemente. Con l’ESP® è possibile evitare fino all’80% di tutti gli incidenti dovuti alla perdita di stabilità del veicolo. Esso combina le funzioni dell’ABS, il sistema frenante antibloccaggio, e del sistema di controllo della trazione TCS, ma può fare molto di più rilevando anche i movimenti di slittamento del veicolo e contrastandolo attivamente. Il sistema utilizza le informazioni sulla dinamica del veicolo per rilevare se l’auto si sta muovendo nella direzione impostata dall’automobilista. Se questi due dati non combaciano, il sistema elettronico di stabilità interviene. Può sembrare semplice, ma in realtà si tratta di una procedura complessa. Sensori intelligenti confrontano l’angolo di sterzata e la traiettoria del veicolo 25 volte al secondo. Se i due valori differiscono tra loro, l’ESP® riduce la coppia del motore e può frenare le singole ruote. In questo modo il sistema aiuta il guidatore a evitare la perdita di controllo del veicolo o il suo slittamento, evitando efficacemente molti incidenti. Il test dell’alce: una svolta fondamentale Il sistema elettronico di stabilità è il risultato di un lavoro di sperimentazione e sviluppo durato molti anni. Tutto iniziò negli anni ’80, quando Bosch e Daimler-Benz iniziarono a lavorare, ciascuno per conto proprio, per aumentare la stabilità dei veicoli. Dal 1992 fino al lancio sul mercato, esperti delle due aziende collaborarono a un progetto comune. Il leggendario test dell’alce del 1997 contribuì ad arrivare a un punto di svolta: durante lo svolgimento di alcuni test per una rivista automobilistica svedese, una Mercedes-Benz Classe A si ribaltò effettuando una brusca sterzata. Sulla scia di questo episodio, Mercedes-Benz decise di dotare i propri veicoli del sistema elettronico di stabilità® di serie. Da allora, diverse case automobilistiche hanno seguito questa strada installando l’ESP su un numero sempre maggiore di veicoli. Meno incidenti, meno feriti, meno morti: anche i legislatori hanno riconosciuto i vantaggi dell’ESP®, rendendolo obbligatorio su tutti i nuovi veicoli in molti Paesi del mondo. All’interno dell’Unione europea, il sistema è diventato obbligatorio in modo graduale: da novembre 2011 per i nuovi modelli di autovetture e veicoli commerciali e dal 1° novembre 2014 per tutte le autovetture e i veicoli commerciali di nuova immatricolazione. E anche in Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Ecuador, Israele, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Russia, Corea del Sud, Turchia e negli Stati Uniti il sistema è obbligatorio per legge oppure scelto volontariamente da chi guida. L’esperienza dell’Europa dimostra che se il numero di veicoli dotati di questo sistema aumenta, il numero di incidenti cala. L’ESP® ha portato la sicurezza stradale a un nuovo livello...Harald Kroeger, membro del Board of management di Bosch. La base della guida autonoma " L’ESP® ha portato la sicurezza stradale a un nuovo livello " ha dichiarato Kroeger. E lo ha fatto per diversi tipi di veicoli. Bosch offre ESP® personalizzati per tutti i tipi di sistemi powertrain, dai motori a combustione ai motori elettrici, e per veicoli di tutti i tipi, dalle micro car ai veicoli commerciali. Anche per le due ruote a motore, l'azienda ha sviluppato un tipo di ESP®. Il controllo di stabilità della motocicletta MSC lanciato da Bosch nel 2013 garantisce la migliore stabilità possibile in tutte le situazioni di guida ed è un ulteriore risultato pionieristico nella sicurezza stradale. L’ESP® è la tecnologia alla base di molti sistemi di assistenza alla guida e della guida autonoma, con cui Bosch sta perseguendo il proprio obiettivo ‘vision zero’. " Le tecnologie Bosch, nuove o collaudate, avvisano e supportano i guidatori in situazioni critiche. E, sempre più, sono in grado di svolgere compiti monotoni e faticosi. Questo ci consentirà di ridurre ulteriormente il numero di incidenti e morti sulla strada " ha affermato Kroeger. Con o senza guidatore al volante, l’obiettivo di Bosch in futuro è quello di evitare gli incidenti sul nascere.